Mercato NPL in Italia 2025-2027: numeri, trend e strategie

Il mercato dei crediti deteriorati in Italia continua a evolversi dopo la forte riduzione degli stock avvenuta negli ultimi anni. Secondo il Market Watch NPL di Banca Ifis (settembre 2025), il sistema bancario italiano presenta oggi livelli di NPE molto più contenuti rispetto al passato, ma il mercato rimane attivo grazie ai flussi di nuovi crediti deteriorati e alla gestione dei portafogli già ceduti.

Il report completo è disponibile qui:
https://www.bancaifis.it/app/uploads/2025/09/MW_Npl_Sep25_ITA_20250926.pdf

Il report evidenzia anche un cambiamento importante nella struttura del mercato. Con la progressiva riduzione degli stock storici, la competizione tra investitori si sta spostando sempre più verso portafogli di crediti deteriorati più recenti, caratterizzati da una maggiore probabilità di recupero ma anche da una gestione più complessa e dinamica.

Parallelamente prosegue il processo di industrializzazione della gestione del credito deteriorato. Servicer e investitori stanno investendo in tecnologia, analytics e piattaforme integrate per migliorare l’efficienza delle attività di recupero e la gestione delle posizioni.

Nel complesso, il mercato italiano dei crediti deteriorati rimane tra i più sviluppati in Europa e continuerà a offrire opportunità nel periodo 2025-2027, anche se in un contesto caratterizzato da maggiore selettività e competizione tra operatori.

Il mercato NPL (Non Performing Loans) riguarda la gestione e la cessione dei crediti che i debitori non riescono più a rimborsare secondo le condizioni previste dal contratto. Quando un finanziamento smette di essere pagato regolarmente, la banca lo classifica come credito deteriorato e può decidere di gestirlo internamente oppure cederlo a operatori specializzati.

Negli ultimi quindici anni questo mercato è diventato un elemento centrale per la stabilità del sistema bancario europeo. La gestione efficiente dei crediti deteriorati permette infatti alle banche di liberare capitale, migliorare la qualità dei bilanci e tornare a finanziare l’economia reale.

Nel contesto italiano il mercato NPL ha assunto un ruolo particolarmente rilevante dopo la crisi finanziaria e la crisi del debito sovrano europeo. In quegli anni lo stock di crediti deteriorati nel sistema bancario aveva raggiunto livelli molto elevati, spingendo autorità di vigilanza e istituzioni europee a promuovere strategie di riduzione degli NPE.

Per comprendere meglio il mercato è utile distinguere le principali categorie di crediti deteriorati.

  • Sofferenze (bad loans): crediti verso debitori in stato di insolvenza o in situazioni assimilabili.
  • UTP (Unlikely To Pay): crediti per i quali la banca ritiene improbabile il rimborso integrale senza interventi di ristrutturazione.
  • Past due o scaduti deteriorati: posizioni con pagamenti in ritardo oltre determinate soglie temporali.

Queste categorie rientrano nel più ampio insieme delle NPE (Non Performing Exposures), che rappresenta l’indicatore utilizzato dalle autorità di vigilanza per misurare il livello di deterioramento del credito nel sistema bancario.

Il mercato NPL si sviluppa principalmente attraverso operazioni di cessione di portafogli di crediti deteriorati da parte delle banche a investitori specializzati. Questi operatori acquistano i portafogli a un prezzo inferiore al valore nominale e cercano poi di recuperare il credito attraverso attività di gestione stragiudiziale o giudiziale.

Secondo il Market Watch NPL di Banca Ifis, l’Italia rimane uno dei mercati più strutturati in Europa per la gestione dei crediti deteriorati. Negli ultimi anni si è sviluppato un ecosistema composto da investitori internazionali, servicer specializzati, advisor legali e piattaforme tecnologiche dedicate alla gestione dei portafogli.

Comprendere il funzionamento del mercato NPL è quindi fondamentale per interpretare le dinamiche del credito in Italia, le strategie delle banche e le opportunità che emergono per gli operatori specializzati nel settore.

Il mercato dei crediti deteriorati in Italia ha subito una trasformazione profonda negli ultimi anni. Dopo aver raggiunto livelli molto elevati nel periodo successivo alla crisi finanziaria, lo stock di NPE nei bilanci delle banche italiane si è progressivamente ridotto grazie a un intenso processo di cessioni, cartolarizzazioni e gestione attiva dei portafogli.

Secondo il Market Watch NPL di Banca Ifis (settembre 2025), il sistema bancario italiano presenta oggi una situazione molto diversa rispetto a quella di dieci anni fa. Le banche hanno ridotto in modo significativo le esposizioni deteriorate, migliorando la qualità dei propri attivi e avvicinandosi ai livelli medi europei.

Il report evidenzia che lo stock complessivo di crediti deteriorati nel sistema bancario italiano è oggi pari a circa 120 miliardi di euro di valore lordo, un livello molto più contenuto rispetto ai picchi registrati negli anni successivi alla crisi del debito europeo.

La riduzione è stata possibile grazie a diversi fattori:

  • massicce operazioni di cessione di portafogli NPL a investitori specializzati
  • utilizzo dello strumento delle cartolarizzazioni con garanzia statale (GACS)
  • miglioramento della gestione interna dei crediti deteriorati da parte delle banche
  • rafforzamento dei processi di recupero e ristrutturazione delle posizioni

Parallelamente si è sviluppato un mercato secondario molto strutturato, composto da investitori internazionali, fondi specializzati e servicer che gestiscono i portafogli acquistati.

Questo ecosistema ha reso il mercato italiano uno dei più maturi in Europa nella gestione dei crediti deteriorati. Nel corso degli anni si sono infatti sviluppate competenze operative, piattaforme tecnologiche e modelli di recupero sempre più sofisticati.

Nonostante la riduzione dello stock complessivo, il mercato continua a essere attivo. Le banche mantengono strategie di gestione dinamica degli NPE, cedendo portafogli quando le condizioni di mercato lo consentono e quando ciò consente di migliorare ulteriormente gli indicatori di qualità del credito.

Per questo motivo, anche in una fase di stock più contenuti, il mercato dei crediti deteriorati in Italia continua a rappresentare un segmento rilevante per investitori, servicer e operatori specializzati. Nei prossimi anni, tuttavia, il funzionamento del mercato sarà sempre più influenzato dalla generazione di nuovi flussi di crediti deteriorati piuttosto che dalla presenza di grandi stock storici nei bilanci bancari.

Nel prossimo biennio il mercato dei crediti deteriorati in Italia sarà alimentato principalmente dalla generazione di nuovi flussi di NPE, piuttosto che dalla presenza di grandi stock storici nei bilanci bancari. Dopo anni di riduzione degli attivi deteriorati, infatti, la dinamica del settore dipenderà sempre più dalla qualità del credito generato nell’attuale contesto macroeconomico.

Secondo il Market Watch NPL di Banca Ifis, tra il 2025 e il 2027 il sistema bancario italiano dovrebbe generare circa 80-90 miliardi di euro di nuovi crediti deteriorati lordi. Si tratta di un livello significativo, ma comunque molto inferiore ai flussi registrati durante le fasi più critiche delle precedenti crisi economiche.

Questa nuova generazione di NPE sarà influenzata da diversi fattori macroeconomici e finanziari. L’evoluzione del costo del denaro, la crescita economica e la solidità delle imprese continueranno a determinare la capacità dei debitori di rimborsare i finanziamenti.

Tra i principali fattori che potrebbero incidere sulla formazione di nuovi crediti deteriorati si possono individuare:

  • il livello dei tassi di interesse, che incide sul costo dei finanziamenti per famiglie e imprese
  • l’andamento della crescita economica, che determina la capacità delle aziende di generare liquidità
  • la solidità finanziaria delle PMI, tradizionalmente più esposte ai cicli economici
  • l’evoluzione dell’inflazione e dei costi energetici, che può comprimere i margini delle imprese

Il report evidenzia inoltre che una parte rilevante dei nuovi flussi potrebbe provenire dal segmento corporate e dalle piccole e medie imprese, in particolare nei settori più sensibili alle variazioni del ciclo economico.

Nonostante queste dinamiche, il livello atteso di nuovi NPE rimane compatibile con un sistema bancario più solido rispetto al passato. Le banche italiane hanno infatti rafforzato negli ultimi anni i processi di valutazione del rischio e le politiche di concessione del credito.

Di conseguenza, il mercato NPL nei prossimi anni sarà caratterizzato da flussi più regolari e strutturali, piuttosto che da ondate straordinarie di deterioramento come quelle osservate nelle precedenti crisi finanziarie. Questo cambiamento contribuirà a rendere il mercato più stabile, ma anche più competitivo per gli operatori specializzati nella gestione dei crediti deteriorati.

Una delle trasformazioni più evidenti del mercato NPL italiano riguarda il progressivo spostamento dell’interesse degli investitori verso crediti deteriorati più recenti, spesso definiti nel settore come “posizioni fresche”.

Questo fenomeno è una conseguenza diretta della forte riduzione degli stock storici nei bilanci delle banche. Negli anni successivi alla crisi finanziaria, infatti, il mercato era dominato da grandi portafogli di sofferenze accumulate nel tempo. Molte di queste posizioni erano già state oggetto di diversi tentativi di recupero o di precedenti cessioni.

Oggi la situazione è diversa. Dopo anni di operazioni di derisking, le banche hanno ridotto in modo significativo le esposizioni deteriorate più datate, e il mercato tende a concentrarsi su crediti deteriorati generati più recentemente.

I portafogli più recenti presentano alcune caratteristiche che li rendono particolarmente interessanti per gli investitori:

  • maggiore probabilità di recupero, perché il deterioramento è avvenuto da poco tempo
  • maggiore disponibilità di informazioni e dati sul debitore
  • minore stratificazione di tentativi di recupero precedenti
  • maggiore possibilità di intervenire rapidamente con strategie di gestione o ristrutturazione

Allo stesso tempo, queste posizioni richiedono spesso una gestione più sofisticata. I crediti deteriorati più recenti possono infatti essere collegati a situazioni aziendali ancora in evoluzione, in cui la strategia di recupero può includere ristrutturazioni del debito, accordi con i debitori o soluzioni di continuità aziendale.

Secondo il report di Banca Ifis, questo cambiamento sta aumentando la competizione tra investitori per i portafogli di migliore qualità, soprattutto quelli caratterizzati da posizioni più recenti e da maggiori probabilità di recupero.

Di conseguenza il mercato NPL italiano sta evolvendo da un modello basato principalmente sulla gestione di grandi stock storici verso un modello più dinamico, in cui la selezione dei portafogli e la capacità di gestione operativa diventano fattori sempre più determinanti per il successo delle operazioni.

Il cambiamento nella composizione del mercato dei crediti deteriorati sta influenzando anche le strategie degli investitori specializzati. Se in passato molte operazioni erano basate sull’acquisto di grandi portafogli di sofferenze storiche, oggi gli operatori devono adottare modelli di investimento più selettivi e orientati alla gestione attiva delle posizioni.

Secondo il report di Banca Ifis, il mercato NPL italiano sta attraversando una fase di progressiva industrializzazione. Gli investitori non si limitano più ad acquistare portafogli di crediti deteriorati, ma sviluppano strutture organizzative e tecnologiche sempre più avanzate per gestire in modo efficiente le attività di recupero.

Una delle principali evoluzioni riguarda l’uso sempre più diffuso di dati e strumenti di analisi avanzata. La disponibilità di grandi quantità di informazioni sui debitori consente agli operatori di valutare con maggiore precisione il potenziale di recupero delle posizioni e di definire strategie di gestione differenziate.

Questo approccio permette di ottimizzare diverse fasi del processo operativo:

  • valutazione dei portafogli prima dell’acquisto
  • segmentazione delle posizioni in base al potenziale di recupero
  • scelta delle strategie di gestione stragiudiziale o giudiziale
  • monitoraggio delle performance nel tempo

Parallelamente si sta rafforzando il ruolo delle piattaforme integrate di gestione dei crediti, che permettono di coordinare in modo più efficiente le attività di recupero, l’analisi dei dati e il controllo dei portafogli.

Un altro elemento rilevante riguarda la crescente specializzazione degli operatori. Il mercato vede oggi la presenza di investitori e servicer con competenze specifiche su determinati segmenti, come i portafogli retail, i crediti corporate o le posizioni garantite da immobili.

Questa evoluzione rende il mercato più competitivo e richiede agli operatori una maggiore capacità di valutazione, gestione operativa e utilizzo della tecnologia. In un contesto caratterizzato da portafogli più selezionati e da una maggiore competizione tra investitori, la qualità delle strategie di gestione diventa un fattore decisivo per la redditività delle operazioni.

Nel mercato dei crediti deteriorati i servicer svolgono un ruolo centrale nella gestione operativa dei portafogli. Dopo l’acquisto di un portafoglio NPL da parte di un investitore, infatti, le attività di recupero vengono spesso affidate a società specializzate che si occupano della gestione delle posizioni nel tempo.

Nel corso degli ultimi anni il settore dei servicer si è evoluto profondamente, passando da una gestione prevalentemente amministrativa del credito a un modello più strutturato e industriale. Oggi queste società operano con processi organizzativi complessi, piattaforme tecnologiche dedicate e team specializzati nella gestione delle diverse tipologie di crediti deteriorati.

Le attività dei servicer comprendono diverse fasi operative. La prima riguarda l’analisi delle posizioni e la definizione della strategia di recupero, che può variare in funzione delle caratteristiche del debitore, della presenza di garanzie e dello stato della procedura.

In generale, le principali modalità di gestione dei crediti deteriorati includono:

  • attività di recupero stragiudiziale, basate sulla negoziazione con il debitore
  • gestione delle procedure giudiziali, quando il recupero richiede un intervento del tribunale
  • definizione di accordi di ristrutturazione o saldo e stralcio
  • gestione delle garanzie immobiliari o reali associate al credito

Secondo il report di Banca Ifis, negli ultimi anni il settore dei servicer in Italia ha visto un progressivo processo di consolidamento. Alcuni operatori hanno ampliato le proprie dimensioni attraverso acquisizioni e integrazioni, mentre altri hanno sviluppato piattaforme tecnologiche sempre più avanzate per migliorare l’efficienza operativa.

Parallelamente cresce l’importanza dell’utilizzo dei dati e delle tecnologie digitali nella gestione dei portafogli. L’analisi dei dati consente di segmentare le posizioni, individuare le strategie di recupero più efficaci e monitorare in modo continuo le performance delle attività di gestione.

Questo processo di evoluzione ha contribuito a rendere il mercato italiano uno dei più sviluppati in Europa nella gestione dei crediti deteriorati. La presenza di servicer specializzati, investitori internazionali e piattaforme operative avanzate rappresenta oggi uno degli elementi chiave che consentono al mercato NPL di funzionare in modo efficiente anche in una fase di riduzione degli stock storici.

Le cartolarizzazioni di crediti deteriorati hanno rappresentato negli ultimi anni uno degli strumenti principali utilizzati dalle banche italiane per ridurre lo stock di NPL nei propri bilanci. In particolare, un ruolo decisivo è stato svolto dalle operazioni assistite dalla Garanzia sulla Cartolarizzazione delle Sofferenze (GACS).

Questo strumento, introdotto nel 2016, consente alle banche di cartolarizzare portafogli di sofferenze e ottenere una garanzia statale sulla tranche senior dei titoli emessi. La presenza della garanzia ha reso possibile collocare sul mercato operazioni di dimensioni molto rilevanti, favorendo una rapida riduzione dei crediti deteriorati nei bilanci bancari.

Nel corso degli anni le GACS hanno sostenuto numerose operazioni di cartolarizzazione, contribuendo in modo significativo al processo di derisking del sistema bancario italiano. Molte delle grandi operazioni di cessione di portafogli NPL sono infatti passate attraverso questa struttura.

Secondo il report di Banca Ifis, oggi il peso delle GACS nel mercato è progressivamente diminuito rispetto agli anni in cui le banche dovevano smaltire grandi stock di sofferenze accumulate nel tempo. La riduzione degli NPL nei bilanci bancari ha infatti ridotto la necessità di operazioni straordinarie di grandi dimensioni.

Nonostante questo, le cartolarizzazioni continuano a rappresentare uno strumento rilevante nella gestione dei crediti deteriorati, soprattutto quando le banche intendono trasferire portafogli complessi mantenendo al tempo stesso una struttura finanziaria efficiente.

Nel nuovo contesto di mercato, caratterizzato da stock più contenuti e da una maggiore attenzione alla qualità dei portafogli, le operazioni di cartolarizzazione tendono a essere più selettive e spesso riguardano portafogli con caratteristiche specifiche.

Questo cambiamento riflette la trasformazione del mercato NPL italiano, che sta passando da una fase di smaltimento degli stock accumulati durante le crisi passate a una fase più stabile, in cui la gestione dei crediti deteriorati si concentra sui flussi generati dal normale ciclo economico.

Il mercato italiano dei crediti deteriorati ha avuto per molti anni una dimensione molto superiore rispetto a quella degli altri paesi europei. Dopo la crisi finanziaria globale e la crisi del debito sovrano, il sistema bancario italiano aveva accumulato uno degli stock di NPE più elevati dell’Unione Europea.

Negli ultimi anni la situazione è cambiata in modo significativo. Grazie alle operazioni di cessione, alle cartolarizzazioni e al rafforzamento dei processi di gestione del rischio, le banche italiane hanno ridotto in modo sostanziale il livello di crediti deteriorati nei propri bilanci.

Secondo il report di Banca Ifis, questo processo ha portato il sistema bancario italiano a convergere progressivamente verso i livelli medi europei di NPE ratio, cioè il rapporto tra crediti deteriorati e totale dei finanziamenti concessi.

Questo risultato è stato favorito da diversi fattori:

  • interventi normativi e di vigilanza promossi dalle autorità europee
  • sviluppo di un mercato secondario molto attivo per la cessione dei portafogli NPL
  • presenza di investitori internazionali interessati al mercato italiano
  • crescita di servicer specializzati nella gestione dei crediti deteriorati

Grazie a queste dinamiche, l’Italia è diventata uno dei mercati più maturi e strutturati in Europa per la gestione dei crediti deteriorati. Nel corso degli anni si è sviluppato un ecosistema composto da banche, fondi di investimento, servicer, advisor e operatori specializzati.

Questo ecosistema ha consentito al mercato italiano di attrarre capitali internazionali e di sviluppare competenze operative molto avanzate nella gestione dei portafogli NPL.

Nel contesto europeo, il mercato italiano continua quindi a rappresentare un punto di riferimento per dimensione, esperienza accumulata e capacità di gestione industriale dei crediti deteriorati. Anche nel periodo 2025-2027, secondo il report di Banca Ifis, l’Italia resterà uno dei paesi più rilevanti per gli investitori attivi nel settore NPL.

Il mercato dei crediti deteriorati in Italia continuerà a offrire opportunità per investitori e operatori specializzati anche nel periodo 2025-2027, sebbene con caratteristiche diverse rispetto al passato. La fase di riduzione degli stock storici ha infatti lasciato spazio a un mercato più selettivo, in cui la capacità di analisi e gestione delle posizioni diventa sempre più importante.

Secondo il report di Banca Ifis, una delle principali opportunità riguarda i portafogli di crediti deteriorati più recenti. Queste posizioni presentano spesso un potenziale di recupero più elevato rispetto ai crediti deteriorati da molti anni e consentono agli operatori di intervenire in una fase più precoce del processo di deterioramento.

Un’altra area di interesse riguarda i portafogli granulari di piccole posizioni, in particolare nel segmento retail. La gestione industriale di grandi volumi di crediti di importo contenuto può generare risultati interessanti quando supportata da piattaforme tecnologiche efficienti e da processi operativi ben strutturati.

Il report evidenzia inoltre opportunità nel segmento corporate e UTP, dove la gestione del credito può includere operazioni di ristrutturazione finanziaria o soluzioni che permettono alle imprese di proseguire l’attività.

In questo contesto, gli operatori più competitivi saranno quelli in grado di combinare diversi fattori:

  • capacità di analisi dei portafogli e valutazione del rischio
  • utilizzo avanzato di dati e strumenti di analytics
  • strutture operative efficienti per la gestione delle posizioni
  • competenze legali e finanziarie nella gestione di situazioni complesse

Il mercato NPL sta quindi evolvendo verso un modello sempre più basato sulla qualità dell’analisi e della gestione operativa, piuttosto che sulla semplice disponibilità di grandi portafogli di crediti deteriorati.

Per gli investitori con competenze specialistiche e piattaforme operative adeguate, il periodo 2025-2027 potrebbe quindi rappresentare una fase interessante, caratterizzata da operazioni più selettive ma potenzialmente più sofisticate dal punto di vista gestionale.

Nonostante le prospettive relativamente stabili del mercato NPL italiano, l’evoluzione del settore nei prossimi anni dipenderà da diversi fattori economici e normativi che potrebbero influenzare la formazione e la gestione dei crediti deteriorati.

Il primo elemento riguarda l’andamento del contesto macroeconomico. La crescita economica, il livello dell’inflazione e l’evoluzione dei tassi di interesse continueranno a incidere sulla capacità di famiglie e imprese di rimborsare i finanziamenti ricevuti. In particolare, periodi di rallentamento economico possono determinare un aumento dei flussi di nuovi crediti deteriorati.

Un altro fattore rilevante riguarda il costo del denaro. Negli ultimi anni l’aumento dei tassi di interesse ha inciso sul costo dei finanziamenti, soprattutto per le imprese più indebitate e per le famiglie con mutui a tasso variabile. Un contesto di tassi elevati può quindi aumentare la pressione finanziaria su alcuni debitori.

Tra i principali elementi di rischio che potrebbero influenzare il mercato si possono individuare:

  • un rallentamento significativo della crescita economica
  • un livello elevato e persistente dei tassi di interesse
  • difficoltà finanziarie diffuse tra PMI e imprese più esposte ai cicli economici
  • cambiamenti nel quadro normativo o regolamentare relativo alla gestione dei crediti deteriorati

Un ulteriore elemento riguarda la durata delle procedure giudiziali. Nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni, la velocità delle procedure di recupero può influenzare in modo significativo la redditività delle operazioni NPL, soprattutto nei casi in cui siano coinvolte garanzie immobiliari.

Il report di Banca Ifis evidenzia comunque che il sistema bancario italiano si presenta oggi più solido rispetto al passato, con livelli di capitalizzazione più elevati e processi di gestione del rischio più avanzati.

Di conseguenza, anche in presenza di eventuali fasi di rallentamento economico, il mercato dei crediti deteriorati dovrebbe evolvere in modo più equilibrato rispetto alle crisi precedenti, caratterizzate da un rapido accumulo di posizioni deteriorate nei bilanci bancari.

Nel periodo 2025-2027 il mercato dei crediti deteriorati in Italia continuerà a evolversi verso un modello più maturo e strutturato. Dopo la fase caratterizzata dalla riduzione degli stock accumulati negli anni della crisi finanziaria, il settore entrerà sempre più in una dinamica legata ai flussi fisiologici di deterioramento del credito.

Per le banche, questo significa operare in un contesto in cui la gestione degli NPE diventa parte integrante delle strategie di gestione del rischio. Gli istituti di credito continueranno a monitorare con attenzione la qualità dei portafogli e a utilizzare in modo selettivo operazioni di cessione o cartolarizzazione quando ciò consente di ottimizzare i bilanci e migliorare gli indicatori di solidità.

Per gli investitori specializzati, il mercato richiederà una capacità crescente di analisi e selezione dei portafogli. Con stock complessivi più contenuti, la competizione per le operazioni di maggiore qualità tenderà ad aumentare. In questo contesto diventeranno sempre più importanti le competenze nella valutazione dei portafogli, nella gestione operativa delle posizioni e nell’utilizzo dei dati per ottimizzare le strategie di recupero.

Anche per le imprese il contesto del credito deteriorato sta cambiando. In molti casi, la gestione delle situazioni di difficoltà finanziaria può includere percorsi di ristrutturazione del debito o soluzioni negoziate con i creditori, con l’obiettivo di preservare la continuità aziendale quando esistono le condizioni economiche per farlo.

Nel complesso il mercato dei crediti deteriorati in Italia si sta trasformando in un settore sempre più professionale, competitivo e tecnologicamente evoluto. La presenza di operatori specializzati, piattaforme di gestione avanzate e investitori internazionali contribuisce a rendere il sistema più efficiente nella gestione delle situazioni di deterioramento del credito.

Nei prossimi anni il successo degli operatori attivi nel mercato NPL dipenderà sempre più dalla capacità di combinare analisi finanziaria, competenze legali, tecnologia e gestione operativa, in un contesto in cui la qualità delle operazioni e la rapidità di intervento diventano fattori decisivi.

Il mercato dei crediti deteriorati in Italia ha attraversato negli ultimi anni una trasformazione profonda. Dopo il periodo in cui le banche dovevano smaltire grandi quantità di NPL accumulati durante le crisi economiche, il settore si sta progressivamente stabilizzando su livelli più sostenibili.

Il Market Watch NPL di Banca Ifis (settembre 2025) evidenzia come il sistema bancario italiano abbia ridotto in modo significativo lo stock di esposizioni deteriorate, migliorando la qualità complessiva dei bilanci. Allo stesso tempo, il mercato continua a rimanere attivo grazie ai flussi di nuovi crediti deteriorati che si generano nel normale ciclo economico.

Nel periodo 2025-2027 si prevede la formazione di nuovi NPE per circa 80-90 miliardi di euro, che continueranno ad alimentare il mercato delle cessioni e delle attività di gestione da parte di investitori e servicer specializzati.

Uno degli elementi più rilevanti emersi dal report riguarda il cambiamento nella tipologia di portafogli disponibili sul mercato. Con la progressiva riduzione degli stock storici, l’attenzione degli investitori si sta spostando sempre più verso crediti deteriorati più recenti, che presentano caratteristiche operative e gestionali diverse rispetto ai portafogli del passato.

Parallelamente il settore sta vivendo un processo di industrializzazione della gestione del credito deteriorato, con un crescente utilizzo di tecnologia, dati e piattaforme integrate per migliorare l’efficienza delle attività di recupero.

In questo contesto, il mercato NPL italiano continuerà a rappresentare uno dei più sviluppati in Europa, grazie alla presenza di operatori specializzati, investitori internazionali e competenze operative consolidate.

Per banche, investitori e operatori del settore, il prossimo triennio sarà caratterizzato da maggiore selettività nelle operazioni, competizione crescente e una crescente importanza della capacità di analisi e gestione dei portafogli. La qualità delle strategie operative diventerà quindi sempre più determinante per cogliere le opportunità offerte dal mercato dei crediti deteriorati.

Secondo il Market Watch NPL di Banca Ifis (settembre 2025), lo stock di crediti deteriorati nel sistema bancario italiano è oggi pari a circa 120 miliardi di euro di valore lordo. Si tratta di un livello molto inferiore rispetto ai picchi registrati negli anni successivi alla crisi finanziaria, quando gli NPE avevano raggiunto valori molto più elevati nei bilanci delle banche.

La riduzione è stata resa possibile da operazioni di cessione di portafogli, cartolarizzazioni e da un rafforzamento delle politiche di gestione del rischio da parte degli istituti di credito.

Il report di Banca Ifis prevede che nel periodo 2025-2027 il sistema bancario italiano genererà circa 80-90 miliardi di euro di nuovi NPE lordi. Questi flussi alimenteranno il mercato delle operazioni NPL e le attività di gestione da parte di investitori e servicer specializzati.

La formazione di nuovi crediti deteriorati dipenderà da diversi fattori macroeconomici, tra cui l’andamento della crescita economica, il livello dei tassi di interesse e la solidità finanziaria delle imprese.

Negli ultimi anni lo stock di NPL storici nei bilanci bancari si è ridotto in modo significativo. Di conseguenza il mercato si sta spostando verso portafogli di crediti deteriorati più recenti, spesso caratterizzati da un maggiore potenziale di recupero.

Le posizioni più fresche presentano spesso una documentazione più completa, meno tentativi di recupero precedenti e maggiori possibilità di intervento tempestivo nella gestione del credito.

I servicer sono società specializzate nella gestione operativa dei crediti deteriorati acquistati dagli investitori o detenuti dalle banche. Le loro attività includono l’analisi delle posizioni, la definizione delle strategie di recupero, la gestione delle trattative con i debitori e l’eventuale gestione delle procedure giudiziali.

Negli ultimi anni il settore dei servicer in Italia si è sviluppato in modo significativo, con operatori che utilizzano piattaforme tecnologiche avanzate e modelli di gestione sempre più strutturati per migliorare l’efficienza delle attività di recupero.


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